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La chiamata in intervento: quante emozioni

Squilla il cellulare e ci si sente dire “c’è una richiesta di intervento, sei libera?”… “Dove?”  E’ la prima e unica risposta, immediata, che sia giorno o notte ha poca importanza e non fa differenza.
Alla tempistica dei preparativi zaino, lampada, acqua per il cane, premio (cibo)… si affiancano mille emozioni quali tensione e preoccupazione nel pensare che qualcuno in quel momento si trova in difficoltà ma anche la consapevolezza e il senso di responsabilità che tu con il tuo cane puoi fare qualcosa di concreto per aiutare lui e i suoi famigliari.
Essere unità cinofila lo ritengo un privilegio guadagnato giorno dopo giorno investendo impegno e sacrificio.
Nasce e cresce un rapporto con il proprio cane veramente speciale e quando scatta l’intervento sono convinta che la scarica di adrenalina non colpisce solo me ma anche lui. I miei preparativi diventano i suoi, ci siamo, lo sappiamo tutti e due perché il nostro linguaggio corporeo ce lo comunica. I miei gesti sono giustamente interpretati da Rufus ma il suo agitarsi, scodinzolare, quasi piagnucolare dall’eccitazione significano la stessa cosa per me, vogliamo esserci.
Il viaggio in macchina diventa momento di riflessione… come sarà la zona? Quanto impervia?... Sarò all’altezza della situazione? Come stiamo oggi io e Rufus, le nostre energie, i nostri umori… tutto assume significato e importanza in quel momento per sentirti garante di quello che vai a fare. Ma quando si giunge sul posto, nella zona assegnata, si entra in simbiosi in modo perfetto. In quel “cerca” si liberano con gran forza tutti i sentimenti accumulati, c’è la concentrazione e si è sicuri di dare il massimo.

Laura Castelli