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Adanella e Orio. Quel giorno all'Idroscalo

Lavorare mentre gli altri mi guardano mi ha sempre messa in agitazione e Orio questo lo sentiva. A volte la domenica, durante l’addestramento, dovevo fare delle manovre complicatissime per iniziare la ricerca e concentrarmi a dovere senza sentire gli occhi di falco del direttore tecnico sulla mia nuca. Solo così riuscivo ad essere naturale e tranquilla.
La notizia della dimostrazione all’Idroscalo di Milano, su invito di una squadra del posto, mi aveva emozionata parecchio, ma per nulla al mondo mi sarei tirata indietro.
L’area riservata a noi era molto stretta, delimitata da un lato dall’acqua e dall’altro dalle transenne con il pubblico. Al mattino avevamo fatto alcune prove di palestra e Orio si era comportato benissimo, anzi era stato proprio uno dei migliori. Solo per sentirmi più tranquilla avevo chiesto di provare due volte. Altri cani, i drahtthar in particolare, si erano mostrati molto attratti dall’acqua e gli esercizi si erano svolti con molti “no!” gridati dai conduttori sempre più preoccupati.
Appena il pubblico cominciò ad assieparsi dietro le transenne e la dimostrazione ebbe inizio, diedi fiduciosamente l’invio ad Orio sulla passerella di assi sospese. Doveva andare tutto benissimo: Orio era tranquillo ed io abbastanza rassicurata dalle prove, anche se, per precauzione, giravo le spalle al pubblico. La prima asse andò splendidamente, la seconda anche e ci stavamo avvicinando trionfalmente al punto più alto quando Orio improvvisamente si bloccò e balzò dritto verso di me che lo seguivo dal basso. Facendo appello a tutto il mio autocontrollo lo chiamai e lo feci ripartire. Di nuovo tutto bene fino al punto più alto e qui nuovo blocco e nuovo salto dalla passerella verso di me. Ero decisa a non mollare e rifeci ancora una volta la partenza per ritrovarmi Orio regolarmente a terra nel solito punto. Ero così agitata che tentai perfino di sollevare di peso quei 39 Kg di pastore tedesco dispettoso sull’asse sospesa, ma ovviamente l’impresa era superiore alle mie forze.
Questa volta, quando tornai all’inizio della passerella, le lacrime mi rimandavano le immagini dell’Idroscalo dietro una nebbiolina leggera. Mentre stavo per dare sfiduciata l’ennesimo invio, dal pubblico che non avevo ancora avuto il coraggio di guardare partì un applauso lungo e forte di incoraggiamento che accompagnò con calore tutto il percorso, finalmente completo e impeccabile di Orio.
Ci siamo voltati insieme e potrei giurare che sorrideva anche lui.

Maria Serena Tait