Salta la navigazione e vai ai contenuti

La salvezza corre a 4 zampe

Problematiche dell’intervento cinofilo in caso di calamità

Nick ha quasi dieci anni. Ha già lavorato in Iran e in Egitto, oltre ad aver partecipato a numerose ricerche di persone scomparse nei boschi. Basso di statura, ma robusto, ha molta esperienza e un carattere equilibrato. Solo la furbizia e l’abilita` con cui affronta situazioni nuove lasciano intuire la sua infanzia di trovatello.
King ha nove anni, ottimi natali, diversi campionati italiani di specialità alle spalle, ma nessuna esperienza sul campo in caso di terremoti. E` lento, ma estremamente affidabile.
Tex ha solo sei anni e un’energia inesauribile. Ha partecipato alle ricerche sulle macerie di Sarno, su un terreno che purtroppo ha restituito solo dei morti. E` alto e ben proporzionato: racchiude in se` le caratteristiche migliori di almeno tre razze. Nel lavoro non si risparmia e le sue doti principali sono la rapidità e la concentrazione. La sua coda e` come una bandiera, il suo abbaio e` forte e convinto, tale da soddisfare anche il piu` esigente esaminatore di cani da soccorso.
Nick e King, convocati assieme ai loro conduttori dal Dipartimento nazionale della Protezione civile, sono rientrati da poco dalla Turchia, dove hanno lavorato in condizioni difficilissime, nel caldo e nella polvere, circondati dalla disperazione dei superstiti e dal rumore incessante dei mezzi meccanici. Hanno potuto segnalare solo i corpi di persone già morte e King si e` ferito con frammenti di vetro ad una zampa.
Tex non e` neppure partito perché Ezio, il suo conduttore, non ritiene moralmente accettabile una partenza a ben otto giorni dal sisma, quando ormai non c’e` più nessuna speranza di trovare dei superstiti.
Quella di Ezio, conduttore della Scuola Provinciale per Cani da Ricerca e Catastrofe di Trento, e` sicuramente una scelta sofferta, una scelta che arriva dopo sei anni passati a preparare se stesso e il suo cane Tex proprio per un’eventualità come questa. Una serie infinita di domeniche trascorse nel campo di addestramento con una grande passione cinofila e la speranza che tutto acquisti un senso con la salvezza di vite umane.
La rabbia e il dolore della scelta di Ezio e la delusione dei due conduttori ritornati senza aver potuto salvare nessuno ripropongono con forza il problema della tempestività nel soccorso cinofilo.
Le statistiche affermano che una persona sottoterra, travolta da un terremoto, difficilmente può sopravvivere oltre le 120 ore. Ricerche effettuate per conto della Protezione Civile svedese hanno dimostrato che un cane ben addestrato e` in grado di perlustrare, a parità di tempo, una zona o una superficie 10 volte superiore a quella che potrebbe essere ispezionata da 20 uomini anche muniti di moderne apparecchiature elettroniche; inoltre la sua capacita` di percezione dell’odore su un terreno di macerie può arrivare fino ad 8 – 10 metri di profondità.
In Turchia nelle 24 ore successive al terremoto sono arrivate Unita` Cinofile da tutto il mondo, dalla Svizzera, dall’Olanda, dalla Polonia, dalla Bulgaria, dall’Ungheria, dagli Stati Uniti, dal Giappone, dalla Germania, da Israele...
Ungheresi, svizzeri, israeliani hanno gioito e si sono commossi leggendo di vite umane salvate dal tempestivo intervento dei loro cani. Hanno imparato a conoscerne i nomi e  la storia.
Dall’Italia il primo contingente di soccorso, con 7 UC (come in gergo tecnico sono chiamate le Unita` Cinofile), e` partito giovedì 19 agosto, tre giorni dopo il terremoto, e contemporaneamente sono state preallarmate altre 5 UC, due delle quali della Scuola Provinciale di Trento, in previsione di un avvicendamento, che si e` concretizzato solo martedì 24 agosto.
Per la Scuola di Trento si e` trattato della prima convocazione ufficiale fatta dal Dipartimento nazionale della Protezione civile dopo 15 anni e proprio per questo, nonostante la frustrazione per il gravissimo ritardo, si e` ritenuto opportuno partire nella logica di un chiarimento e di un contatto con le istituzioni per meglio operare in futuro.
Nella quasi ventennale storia della Scuola di Trento sono già stati numerosi gli interventi per gravissime calamita` nazionali ed estere. Quasi sempre si sono dovuti inventare canali istituzionali e reperire con fatica ed affanno i mezzi logistici e finanziari per recarsi  il più velocemente possibile sui luoghi dei disastri.
Nel terremoto di Città del Messico del 1985 la partenza di 6 UC e un coordinatore  avvenne su convocazione del Dipartimento con un aereo militare fino a Roma e quindi con un volo di linea.
Sempre nel 1985 a Stava, in Val di Fiemme, la squadra venne convocata dalla Protezione civile provinciale ed opero` d’intesa con i Vigili del Fuoco.
Nel 1990, dopo una serie convulsa di telefonate con l’ambasciata iraniana in Italia per l’ottenimento dei visti, la Scuola intervenne con 5 UC, pagandosi i trasferimenti in aereo e lavorando una settimana in Iran nelle zone terremotate.
Nel 1992, venuta a conoscenza del terremoto che ha colpito l’Egitto e in particolare il Cairo, la Scuola riesce a contattare l’ambasciata italiana in Egitto e ad assicurarsi l’appoggio logistico sul posto. Ancora una volta i trasporti sono a carico della squadra e di uno sponsor privato che ha stipulato una convenzione con un’agenzia di viaggi di Trento per garantire una partenza immediata. Partono 4 UC e un coordinatore dal Trentino e altre 2 UC della Federazione Italiana Cani da Soccorso, a cui la Scuola aderisce in quel periodo.
Da sempre dunque il soccorso cinofilo italiano  deve misurarsi con ritardi, intoppi o discontinuità di interesse da parte del Servizio di Protezione civile  e questo malgrado nell’ultimo decennio siano stati effettuati già due censimenti delle Unita` Cinofile operative disponibili in Italia.
Proprio il concetto di operatività e` uno degli ostacoli che si frappongono ad una gestione unitaria dei vari gruppi, in quanto non esiste un referente unico nazionale in sede d’esame che possa garantire uno standard omogeneo di preparazione, fornendo nel contempo elementi certi per la convocazione delle unità cinofile in caso di necessità.
A differenza di altre nazioni, dove le diverse scuole o squadre fanno capo all’esercito (Cuba, Israele...), ai Vigili del Fuoco (Francia), alla Croce Rossa (Bulgaria), o hanno comunque un inquadramento preciso all’interno della Protezione civile (Svezia e Svizzera), in Italia ci sono gruppi del Soccorso Alpino, gruppi della Croce Rossa Italiana, gruppi degli Alpini, gruppi di volontariato non legato ad altre organizzazioni e, naturalmente, squadre cinofile di Polizia, Carabinieri, Finanza ed Esercito.  
Una situazione variegata e composita che denota una forte sensibilità e attenzione per il momento addestrativo, ma un notevole impaccio in fase d’intervento.
La Scuola Provinciale per Cani da Ricerca e Catastrofe di Trento e` la prima nata in Italia con questa specializzazione, sull’esempio dell’Associazione Svizzera Cani da Soccorso,  e inizialmente faceva parte del Soccorso Alpino per poi costituirsi  in Scuola autonoma nel 1986.

Da allora hanno frequentato i corsi formativi un centinaio di conduttori con il proprio cane, ma solo una trentina hanno superato gli esami di operatività su terreno scoperto o su macerie e di questi solo 15 hanno partecipato ad un intervento di soccorso all’estero per un terremoto.
La selezione, come si può notare,  e` molto forte anche perché la formazione ha una durata minima di due anni, con obbligo di frequenza settimanale, e successivamente l’Unita` Cinofila si deve sottoporre ad una verifica annuale per mantenere l’operatività. Solo una passione radicata ed un’intesa profonda ed affettuosa con il proprio cane permettono al conduttore di superare difficoltà, delusioni, dubbi, in attesa del momento in cui tutto acquisterà un senso.
“Mi basterebbe salvare anche una sola persona, o almeno riconsegnare i corpi ai parenti e il mio King mi avrebbe dato veramente tutto quello che posso sognare”- ha dichiarato Giuliano prima di partire per Istanbul.
“Perché prenderci in giro con una presenza tardiva e di facciata, quando partendo subito potremmo salvare tantissime persone?” – ha commentato Ezio mentre salutava i compagni di squadra e calmava con una carezza Tex, eccitato e festoso per quella che pensava fosse anche la sua nuova, bellissima avventura.    


Maria Serena Tait