Esercitazione di ricerca e recupero dispersi in superficie
Margone, 11 marzo 2007
MARGONE – Primi attori senza alcun dubbio i cani, degne comparse i conduttori e tutti gli operatori della protezione civile. Personale ed animali della «Scuola provinciale cani da ricerca e catastrofe» di Trento (presidente Marialuisa Negri, responsabile tecnico Germana Ferrari), impegnati nella frazione vezzanese per un’esercitazione di ricerca e recupero dispersi in superficie. Complessa ed articolata esercitazione di protezione civile, resa possibile con il determinante supporto tecnico e logistico del locale corpo dei «Vigili del fuoco volontari» (con il comandante Massimo Sartori ed i vigili Christian Sommadossi, Felice Sartori e Ugo Gentilini), del gruppo «Volontari del Soccorso CRI-Valle dei Laghi» (ispettore Matteo Sommadossi), degli uomini della «Stazione forestale» di Vezzano (comandante Davis Trentin), in sinergia con i custodi forestali del «Consorzio di vigilanza boschiva» della valle (responsabile Tullio Bassetti), oltre ai componenti della stazione di «Soccorso alpino e speleologico-Monte Bondone» (capostazione Giuliano Rigotti). La manovra ha visto impegnati 8 unità cinofile (delle 29 in organico ben 14 sono brevettate), con i relativi conduttori e gli indispensabili figuranti (i finti dispersi e/o feriti). Questa selettiva scuola cinofila da ricerca e catastrofe, istituita da Enzo Vezzoli nel 1980 e prima a livello nazionale, è nata con il fine di svolgere volontariamente e gratuitamente attività di protezione civile, effettuando sul territorio nazionale ed estero, la ricerca ed il soccorso di persone disperse o colpite da calamità e catastrofi naturali e non, con l’impegno delle proprie unità cinofile (uomo-cane). Periodicamente la scuola organizza dei corsi collettivi d’addestramento ed educazione base per cani di tutte le razze, aperti a chiunque sia interessato. Mensilmente si fanno delle esercitazioni sul terreno all’aperto, oppure tra le macerie d’edifici (per simulare interventi post terremoti), pronti in ogni caso ed in poche ore, a partire per ogni luogo della terra, grazie a degli specifici protocolli operativi con il Dipartimento nazionale della Protezione civile. Diverse anche le ore trascorse in aula, con delle specifiche lezioni didattiche comportamentali e psicologiche. Margone, minuscola frazione di montagna della Valle dei Laghi è un luogo ideale, a detta degli esperti, per la simulazione della ricerca dei dispersi. Perfetto per la presenza d’estesi terrazzamenti prativi, dirupi insidiosi, vari sentieri escursionistici, percorsi ciclabili per gli appassionati di mountain bike, per il continuo veleggiare di piloti di parapendio e deltaplano, per un fitto e rigoglioso bosco di latifoglie e per la presenza di baite e ricoveri alpestri. Non ultimo aspetto, la possibilità di usufruire quale base operativa e logistica, la sede della Pro Loco (casa sociale comunale), punto di ritrovo, coordinamento e ristoro per gli oltre 60 partecipanti. L’esercitazione si è articolata su più tipologie d’intervento, sia per numero di dispersi, gravità dei feriti e l’insidiosità del terreno. In ogni intervento, in supporto ai cani ed ai loro conduttori, sono stati affiancati dai vigili del fuoco volontari, oppure (nelle zone più aspre e scoscese) dagli uomini del soccorso alpino e, se del caso, dal personale paramedico della croce rossa italiana. Già di buon mattino, la piccola frazione dove vivono solo 44 abitanti, si è animata come non mai. Dato l’allarme al 115-118, hanno incominciato ad affluire man mano le varie unità di soccorso, e dopo un breve briefing nella sala riunioni della Pro Loco, svolto dal capo ricerca e conduttore Stefano Masera, è stata approntata la centrale operativa radio-telefonica-informatica), e dato l’avvio alle ricerche vere e proprie, in sei distinte zone di ricerca. I cani, ovviamente, i protagonisti assoluti. Varie le razze canine sul terreno di ricerca e recupero: pastori tedeschi, labrador e golden retriever, lagotto, border collie e terrier russo ed alcuni meticci, che non hanno assolutamente deluso le attese dei loro padroni-conduttori. In poche decine di minuti (nonostante un forte vento da nord-est) venivano localizzati i dispersi, di seguito recuperati con i mezzi ed il personale più idoneo rispetto al luogo del ritrovamento. Per tutti, in ogni modo, è stato garantito un primo soccorso sanitario presso l’unità mobile allestita dai volontari del soccorso, con la possibilità di un rapido trasporto con l’ambulanza o con l’elisoccorso. L’intera esercitazione è stata organizzata dall’allievo istruttore della scuola cinofila Alberto Bertocchi, il quale al termine della manovra ha ringraziato tutti i partecipanti per l’impegno profuso, la disponibilità e la preparazione ad affrontare ogni situazione, anche quelle più imprevedibili e talvolta, anche drammatiche ed emotivamente difficili sotto l’aspetto umano.
nelle foto: alcune fasi dell’esercitazione
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Roberto Franceschini